Mar 012012
 

Solitudine, 1996 Carlo Frisardi

Quando il figlio non arriva, dopo una diagnosi di sterilità o di infertilità, ci si trova a sperimentare una sofferenza profonda che coinvolge se stessi e il mondo delle relazioni. L’immagine di sè vacilla sotto il peso di frustrazioni e fallimenti con una ripercussione sul proprio modo di stare con gli altri.

Possono emergere sentimenti complessi e non facili da gestire, a cui spesso si attribuisce un significato negativo, quali rabbia, vergogna, invidia, senso di fallimento e di colpa. Così ci si chiude nel tentativo di proteggersi un po’ da ciò che fa stare male. Capita poi che il sentimento di perdita, il profondo senso di vuoto e il vissuto di solitudine rendano più difficili le relazioni: quella di coppia, quella con la famiglia d’origine e quella con gli amici.

Nel difficoltoso percorso della ricerca del figlio, spesso accade che ci si prenda cura in modo preferenziale di tutti gli aspetti strettamente fisici, che l’urgenza del fare prevalga sul pensare senza che vi siano un tempo e uno spazio per sentire e contenere il dolore, le paure, i conflitti. Questi aspetti però possono trovare espressione ad altri livelli con l’emergere di una sintomatologia depressiva, ansiosa, psicosomatica oppure con il presentarsi di difficoltà relazionali.

Come individui siamo corpo, mente, emozioni, affetti e relazioni. Per questo è importante e necessario prendersi cura di sé nella propria interezza anche attraverso il ricorso a diverse professionalità.

All’interno di un percorso psicologico specifico che fornisca ascolto, contenimento, comprensione e sostegno è possibile aprire uno spazio di riflessione e rielaborazione personale e di coppia.

Il lavoro psicologico è finalizzato a ritrovare il benessere. Recuperare il senso e il significato dell’esperienza consente di divenire maggiormente attivi e consapevoli, permette di entrare nuovamente in contatto con la dimensione del desiderio e della progettualità e, nell’emergere di una rinnovata spinta creativa, conduce a riscoprire potenzialità e ritrovare capacità di proiettarsi nel futuro anche con modalità inedite.

Dott.ssa Elisa Bressani