Apr 132013
 

La parola “adolescenza” viene usata per indicare il periodo compreso fra gli anni dell’infanzia e l’età adulta. Si tratta di un periodo di transizione, nel quale si verificano molti cambiamenti, in diversi campi e in rapida successione. L’adolescente deve affrontare nuove sfide e nuove scoperte ma non mancano vulnerabilità e tensioni; c’è la ricerca di un nuovo modo “di essere e di stare” e questo provoca la necessità di stabilire nuovi equilibri. L’adolescenza in sé ha quindi la potenzialità di fondere ed integrare il passato con il futuro e ciò avviene per lo più privilegiando azioni a scapito, a volte, di riflessioni e parole.

Dal punto di vista fisico, in questo periodo si completano e consolidano l’apparato scheletrico, quello muscolare e gli organi interni e, nel complesso, il corpo acquisisce una fisionomia del tutto particolare. Raggiunge la propria maturità anche il sistema genitale portando al consolidarsi  dei caratteri sessuali secondari.

I cambiamenti fisici psicologicamente rilevanti che avvengono durante l’adolescenza riguardano quindi lo sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie e l’accelerazione nella crescita del corpo e conducono ad un riassetto del proprio schema corporeo: durante l’ultimo periodo della fanciullezza il corpo diviene un punto di riferimento relativamente stabile e sicuro, vi è cioè un’idea del proprio corpo inteso come sede di abilità motorie ed espressive ormai consolidate. Nel periodo successivo, tale punto di riferimento sembra venire meno ed è necessario che l’adolescente accetti con flessibilità i cambiamenti somatici per integrare le precedenti rappresentazioni del proprio corpo e favorire l’instaurarsi di una nuova immagine di sé, senza che il senso della propria identità ne risulti compromesso.

L’adolescente manifesta delle trasformazioni anche sul piano intellettuale, infatti, diviene progressivamente  capace di usare il pensiero astratto e di rappresentarsi perciò non soltanto il mondo familiare, sociale e politico così com’è, ma come potrebbe essere se certi elementi e certe condizioni fossero diverse. Come conseguenza, l’adolescente smette di pensare alla realtà che vede e sperimenta come l’unica possibile ed emerge un atteggiamento spesso critico anche rispetto a giustificazioni fino a quel momento considerate valide. Da qui il bisogno di capire e spesso il desiderio di sperimentare in modo diretto e autonomo.

Un altro dei compiti più importanti e impegnativi che l’adolescente deve affrontare consiste nell’inevitabile distacco dai genitori attraverso la ricerca di una propria autonomia e di una propria individualità. Tale processo è spesso vissuto in modo conflittuale e ambivalente:

da un lato, l’adolescente, alla ricerca di sé e della propria autonomia, respinge e spesso rifiuta i genitori e ciò che questi rappresentano (insieme a molti atri adulti e alle istituzioni) per poter prendere le distanze dai modelli, dai valori e dalle tradizioni che questi propongono e insieme dalla propria dipendenza e da un precedente modo di stare in relazione,

dall’altro, è rassicurante poter contare su punti di riferimento solidi, se pur sempre meno idealizzati e sempre più reali, da cui poter trarre sostegno, valorizzazione e riconoscimento rispetto a ciò che è e alle proprie potenzialità e possibilità future.

Connesso al suddetto processo di separazione dalle figure genitoriali, un ulteriore compito caratteristico all’età adolescenziale è rappresentato dalla ricerca e dalla costruzione dell’identità psicologica che avviene con il consolidamento dei tratti del carattere e della struttura della personalità. E’ la fase della cura di sé e del proprio corpo così come dei propri bisogni, interessi, attitudini e peculiarità. E’ l’età dunque della ricerca di sé e della realizzazione interiore, di una propria collocazione e di una strada da percorrere.

Accanto a tutto ciò, l’incremento del desiderio di socializzazione insieme ai bisogni di appartenere e sentirsi rispecchiato dal gruppo dei pari conducono l’adolescente a costruire nuove relazioni attraverso le quali sperimenta e pone le basi per la vita relazionale ed effettiva dell’età adulta.

All’inizio di tale fase evolutiva, dunque, si verificano cambiamenti repentini prima che l’adolescente sia in possesso degli strumenti psicologici per poterli affrontare efficacemente e questo genera situazioni personali intricate e confuse. Con il trascorrere del tempo ragazze e ragazzi maturano nuove capacità di astrazione, di analisi e di comprensione, capacità di introspezione, di attribuzione di significati e di costruzione di connessioni che  consentiranno loro progressivamente di mettere ordine, tollerare le tensioni e aprirsi a prospettive future.

Dott.ssa Elisa Bressani